lunedì 30 novembre 2009

Risultato definitivo sandaggio nr. 1

Risultato definitivo sandaggio nr. 2

Risultato definitivo sandaggio nr. 3

sabato 28 novembre 2009

A Sua Eccellenza Reverendissima, Mons. Vincenzo Bertolone, Vescovo di Cassano.

Eccellenza ,
le scrivo a nome e per conto dell´ASSOPEC, associazione degli
operatori economici di Trebisacce, che presiedo, e di tutte le
associazioni culturali, di volontariato,
di categoria e sportive, riunite allo scopo di difendere l´Ospedale
Guido Chidichimo di Trebisacce. Sento di scriverle anche a nome di
tutti gli ammalati, i sofferenti ed i loro parenti, di tutta la nostra
Diocesi, che attraverso le nostre associazioni, stanno trovando voce.
Come Lei saprà, è in atto un´azione di forte ridimensionamento della
nostra struttura sanitaria, che non può che precludere alla sua
prossima chiusura.
La regione è in crisi finanziaria, e taglia dove può: appunto.
Taglia dove può, politicamente, e non dove dovrebbe, in base alla
giustizia umana
ed alla Carità Cristiana.
Pensi che l´area di Cosenza ha una dotazione di posti letto pari a 5,3
ogni 1000 abitanti, mentre, attualmente, nell´Alto Jonio siamo a 1,6
ogni mille abitanti, quando il minimo legale è di 3,8 .
Per grazia di Dio, l´11 novembre scorso, io e gli altri presidenti
delle 20 associazioni
che collaborano per salvare il nostro Ospedale, siamo riusciti ad
organizzare una pacifica manifestazione che ha portato in piazza
almeno 5000 persone, coinvolgendo anche i Sindaci di 17 comuni,
compreso quello di Cassano.
Come Lei potrà immaginare, la mia famiglia ha inserito l´Ospedale
nelle intenzioni del nostro Santo Rosario quotidiano.
Ho un grande desiderio: vorrei che le 4 Parrocchie di Trebisacce
prendessero parte a
questa causa giusta e caritatevole. Si parla tanto di terzo mondo, che
a volte ci scordiamo del nostro prossimo immediato.
E´ un momento di emergenza.
Occorre mobilitarsi tutti assieme, abbattendo steccati e preconcetti.
Le sottopongo una mia proposta:
se Lei celebrasse una Messa nella Cappella dell´Ospedale, alla
presenza di tutti i Parroci di Trebisacce, e magari anche quelli di
tutti i paesi interessati, parlando ai fedeli di questa urgente
questione, credo fortemente che sarebbe un´opera di bene, grande ed
importante.
Quanto le sofferenze andremmo a lenire, nelle nostre già disagiate
contrade, se il nostro intento di mantenere l´Ospedale, per Grazia di
Dio, si attuasse.

Mi scuso per la mia impudenza, e per la forma di questa mia, che non
avvezzo a contatti con persone della Sua levatura, Le risulterà
proterva e sgraziata;
La prego di non soffermarsi sulla forma, ma di badare al contenuto.
Vorrei poterle parlare del tutto di persona, e se Lei volesse venire
incontro a quanto da me proposto, o compiere qualsiasi altro gesto di
Sua iniziativa, io sono a Sua disposizione.
Una cosa le chiedo: preghi per noi.

devotamente
Walter, Yuumi e Sofia Astorino

lunedì 23 novembre 2009



Sventato appena ieri il tentativo del trasferimento dell’ambulanza di tipo “A”,medicalizzata, presso l’ospedale di Rossano e oggi capita l’utilizzazione utile a vantaggio di un paziente. E’ stato così possibile evitare un disagio e la riproposizione di parlare di disservizio o di malasanità. Proprio, domenica mattina, un ’95 enne di Villapiana a causa di una caduta dalle scale della propria abitazione viene trasportato dal “118” presso il pronto soccorso del “G. Chidichimo”.I sanitari intervengono con una sutura in regione occipitale e viene disposta una tac e gli accertamenti del caso,ma occorre anche una consulenza neuro chirurgica eseguibile presso il reparto dell’Annunziata di Cosenza. Il trasferimento avviene proprio grazie all’ambulanza di tipo “A” che volevano assegnare al presidio ospedaliero di Rossano.Se sabato scorso non ci fosse stata quell’agitazione e quella sinergia di mobilitazione tra medici,paramedici,istituzioni e associazioni,oggi sarebbe stato impossibile assicurare il trasferimento dell’anziano paziente. In concomitanza con la gestione di questa emergenza si verifica nel reparto di medicina che una paziente diabetica andasse incontro verosimilmente ad un’embolia celebrale che ha condotto l’equipe di reparto verso una rianimazione cardio circolatoria. A distanza di qualche ora però è sopraggiunta una crisi respiratoria severa che ha richiesto l’intervento del medico anestesista che ha dovuto intubare la paziente e disporne il trasferimento presso la rianimazione dell’ospedale di Castrovillari. E ancora si ribadisce che senza quell’ambulanza di tipo “A” non sarebbe stato possibile intervenire. Al pronto soccorso necessiterebbero poche cose per farlo funzionare efficientemente: una rianimazione con almeno due posti letto e una ristrutturazione della struttura in modo da prevedere un’adeguata sala chirurgica al fine di affrontare, in regime di efficienza, un primo intervento acuto di natura chirurgica e consentire il differimento temporale del paziente in altra struttura adeguata. Tutto ciò sempre all’interno di una fattiva sinergia tra il personale medico ed infermieristico di pronto soccorso e “118” per consentire al potenziale paziente di sentirsi sicuro e protetto all’interno della struttura. Diversamente il paziente e i familiari penserebbero subito ad altra struttura più degna di fiducia senza considerare eventuali contenziosi giudiziari che coinvolgerebbero l’intero personale sanitario.
Franco Lofrano